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Di seguito il comunicato stampa:
Le amministrazioni comunali di Cascina e Calci intendono ribadire la validità del percorso intrapreso per la vendita di Amicobus, stigmatizzando allo stesso tempo l’atteggiamento posto in essere dal sindacato USB. “Il percorso individuato per la dismissione della società – spiegano i due Comuni – è quello che garantisce di più il personale attualmente in servizio. Abbiamo deciso di promuovere una gara per assegnare il servizio in continuità con l’attuale. La gara in corso (scadenza il 14 aprile, ndr) punta infatti a un passaggio dell’azienda, del personale e dei mezzi, e quindi del servizio, a un nuovo soggetto. Questo consentirà, se la gara avrà esito positivo, dal prossimo anno scolastico, di mantenere invariato il trasporto scolastico nei due Comuni, puntando anche ad un rinnovo del parco mezzi nel corso del periodo di gestione che andrà a migliorare ulteriormente il servizio. Viste le complesse norme che regolano la materia e le ristrettezze economiche in cui navigano i Comuni, anche a causa dei tagli decisi dal governo, quello intrapreso è l’unico percorso possibile per cercare di garantire il servizio ed i posti di lavoro, oltre al miglioramento del parco mezzi”.
Giova ricordare che qualora la gara andasse deserta, non ci sarebbero in campo tante opzioni ed il rischio sarebbe la chiusura dell’azienda con assegnazione del servizio a un soggetto esterno, con conseguente perdita di tutti i posti di lavoro. “Il sindacato insiste a chiedere l’internalizzazione del servizio, ma ciò non è possibile per gli stringenti vincoli assunzionali degli enti. Peraltro stupisce che il sindacato porti avanti una posizione che non garantirebbe davvero i lavoratori: infatti, se anche fosse possibile internalizzare (e non lo è), ciò comporterebbe un concorso per l’assunzione degli autisti che non darebbe alcuna garanzia agli attuali autisti. Il sindacato ed i lavoratori sanno benissimo che i Comuni hanno tentato per anni altri soci per un ampliamento dell’attività di Amicobus nei territori vicini. Purtroppo questi tentativi non si sono concretizzati e l’azienda non rientra nei parametri definiti dalla Legge Madia. Pertanto non possiamo che ribadire che quella di dismettere Amicobus non è una scelta, ma una necessità imposta da una legge dello Stato”.
La procedura di dismissione ha invece dato la possibilità ai Comuni di Cascina e Calci di promuovere una gara per cercare di assegnare il servizio in continuità con l’attuale. Per le famiglie e gli alunni si tratta della scelta che prova a garantire la continuità e la qualità del servizio di trasporto scolastico. Per i lavoratori invece la procedura attivata dai Comuni tenta di offrire le migliori garanzie possibili.